Sono due termini molto simili che spesso e volentieri vengono usati come sinonimi, ma hanno significati diversi seppure siano due facce della stessa medaglia. Per prima cosa è fondamentale spiegare che le pratiche di codifica e identificazione sono rese possibili grazie ai codici a barre, e più recentemente anche alla tecnologia RFID, senza sarebbe praticamente impossibile.
La tracciabilità
La tracciabilità è il processo primario per garantire la sicurezza di un qualsiasi tipo di prodotto in commercio.
Ma cosa si intende con “fare tracciabilità”?
Il tutto consiste in un sistema che è concepito per seguire i prodotti in tutte le fasi della loro vita produttiva, dove ogni passaggio è monitorato da un sistema automatico e ogni singola merce o lotto è codificata in maniera unica così da poter essere identificata.
I sistemi automatici sono costantemente in fase di monitoraggio su tutti i parametri delle operazioni più importanti, incluse le impostazioni delle macchine e per la misurazione della qualità.
Un prodotto o un lotto che non ha completato in maniera corretta anche solo uno dei passaggi di questo processo, viene automaticamente bollato come difettoso e non proseguirà il suo cammino per essere approvato finché non ci sarà un’intervento che vada a risolvere il problema. Questo metodo permette che ci sia un controllo finale prima che l’oggetto in questione venga spedito definitivamente, il quale va a confermare che ha passato correttamente tutte le operazioni necessarie. Questo è senza ombra di dubbio uno step che aiuta a prevenire guasti, errori o malfunzionamenti sin dagli stati iniziali della produzione. Ad ogni modo, molte azioni sono irreversibili nei processi di produzione moderna, quindi se ci sono dei difetti di prodotto, quest’ultimo si tende ad eliminarlo.
In sintesi la tracciabilità copre i processi da monte a valle.
La rintracciabilità
La differenza fra tracciabilità e rintracciabilità è che l’ultima si basa sul tracciamento della storia produttiva di un prodotto grazie allo specifico numero seriale o al numero di un lotto. Quindi la rintracciabilità di base si occupa del processo inverso, ovvero delle operazioni che vanno da valle a monte. Diventa importante nel caso in cui un cliente dovesse segnalare un problema, o presentare un reclamo riguardo un prodotto, a causa di qualche difetto in seguito alla sua commercializzazione nel mercato dopo aver terminato i processi di fabbricazione.
In aggiunta, creare un record storico di tutti i dati rilevanti al processo consente al produttore di anticipare i problemi o esigenze relative all’operatività della produzione per riuscire ad ottimizzare tutto al meglio. Questo perché si potrebbero analizzare i dati passati, quelli attuali, insieme alla valutazione delle qualità e delle performance di ogni svolgimento produttivo, per poi compararli facilmente e magari accorgersi di qualcosa che non va.
Tracciabilità e rintracciabilità degli alimenti
Un esempio di tracciabilità e rintracciabilità può essere fatto con il settore alimentare. In questo caso la tracciabilità si concentra sul percorso dalle materie prime, semilavorati e risorse, tramite il processo produttivo, fino ad arrivare al prodotto finito. La rintracciabilità degli alimenti invece analizza il percorso dal prodotto finito alle materie prime.
In un impianto manifatturiero ci sono vari processi di produzione, ognuno con le proprie caratteristiche e diversi oggetti da tracciare e rintracciare. Tutto ovviamente dipende dai volumi di materiale presente e dimensioni dei lotti.
Noi di Finlogic siamo esperti nel settore e quindi in grado di fornire sistemi completi di tracciabilità e rintracciabilità per gestire in maniera automatica il tracciamento e controllo dei tuoi processi e dei tuoi prodotti.
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