Finlogic Group progetta e realizza etichette adesive per basse temperature destinate a prodotti refrigerati, surgelati e processi logistici a temperatura controllata. Produciamo soluzioni personalizzate in bobina configurando materiali, adesivi e tecnologie di stampa in base alla temperatura di applicazione, al tipo di confezione e alle condizioni affrontate dal prodotto lungo la catena del freddo.
La nostra struttura supporta responsabili packaging, qualità, produzione, logistica e acquisti nella scelta di etichette capaci di mantenere adesione e leggibilità in presenza di freddo, umidità, condensa, brina e sbalzi termici. Le soluzioni possono integrare dati variabili, numeri di lotto, date, codici a barre e identificativi logistici per accompagnare il prodotto durante stoccaggio, trasporto e distribuzione.
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Produzione di etichette adesive per basse temperature
Nella catena del freddo, l’etichetta è un componente tecnico che deve mantenere la propria funzione durante fasi operative differenti: applicazione sulla confezione, ingresso in cella frigorifera, congelamento, stoccaggio, trasporto e distribuzione.
La progettazione non può quindi basarsi esclusivamente sulla temperatura minima raggiunta dal prodotto. È necessario valutare l’interazione tra materiale frontale, adesivo, superficie della confezione, sistema di stampa e metodo di applicazione.
La produzione delle nostre etichette per basse temperature è orientata a tre requisiti principali:
- Tenuta meccanica e adesione: prevenzione di distacchi, sollevamenti dei bordi e perdita di aderenza su confezioni fredde, umide o soggette a condensa.
- Stabilità del supporto e della stampa: mantenimento dell’integrità dell’etichetta e della leggibilità di testi, lotto, scadenza e codici identificativi.
- Continuità della tracciabilità: disponibilità delle informazioni necessarie per identificare prodotto, confezione, collo o pallet lungo le fasi della filiera.
L’etichetta contribuisce alla sicurezza e alla continuità informativa del processo, ma non sostituisce i dispositivi utilizzati per rilevare o registrare la temperatura. Il controllo termico richiede sensori, indicatori o data logger specifici, mentre l’etichetta adesiva identifica il prodotto e rende disponibili le informazioni associate.
Soluzioni di etichettatura per prodotti refrigerati e surgelati
Etichette per prodotti refrigerati

Le confezioni di carne, pesce, latticini, salumi, piatti pronti e altri prodotti freschi possono essere esposte a umidità, condensa e temperature controllate durante produzione, stoccaggio ed esposizione.
Per queste applicazioni sviluppiamo etichette considerando il materiale della vaschetta o del contenitore, la presenza di grassi o residui superficiali, la temperatura nel punto di etichettatura e la durata prevista del ciclo logistico.
La configurazione può prevedere carte termiche protette o materiali sintetici, abbinati ad adesivi selezionati per mantenere la tenuta sulla specifica superficie.
Etichette adesive per surgelati e freezer
Le etichette per surgelati devono mantenere l’adesione durante lo stoccaggio a temperature inferiori allo zero e affrontare condizioni che possono comprendere brina, umidità e passaggi tra ambienti a temperature differenti.
La soluzione cambia in base al momento in cui avviene l’applicazione. Un’etichetta applicata a temperatura ambiente e successivamente congelata presenta requisiti differenti rispetto a un’etichetta applicata direttamente su una confezione già fredda o congelata.
Per questo motivo selezioniamo la costruzione adesiva considerando:
- temperatura della confezione al momento dell’applicazione;
- temperatura raggiunta durante lo stoccaggio;
- tempo disponibile prima del congelamento;
- presenza di condensa o brina;
- materiale e geometria del packaging;
- durata complessiva dell’applicazione.
Le etichette per la catena del freddo rientrano nelle nostre soluzioni di etichettatura per applicazioni industriali critiche.
Etichette resistenti a condensa e umidità

La resistenza alle basse temperature non implica automaticamente la resistenza all’acqua o alla condensa. Quando la confezione passa da un ambiente freddo a uno più caldo, l’umidità può depositarsi sulla superficie e interferire sia con l’adesivo sia con la stampa.
Per le applicazioni soggette a umidità costante possiamo valutare materiali frontali non assorbenti, carte protette, film sintetici ed eventuali trattamenti superficiali. La scelta dipende dal livello di esposizione e dalla necessità di proteggere testo, grafica e dati variabili.
Etichette termiche per lotto, scadenza e barcode
Le etichette possono essere prodotte già stampate oppure predisposte per la sovrastampa interna di dati variabili. Attraverso stampanti termiche è possibile gestire informazioni come:
- numero di lotto;
- data di produzione;
- data di scadenza o termine minimo di conservazione;
- codice articolo;
- identificativo della confezione;
- codice a barre lineare o bidimensionale;
- numerazione progressiva;
- destinazione logistica.
Finlogic fornisce etichette per stampanti termiche e sistemi di stampa destinati alla gestione di testi, barcode e informazioni variabili.
Etichette logistiche per celle frigorifere

Nella logistica a temperatura controllata, l’identificazione può riguardare singole confezioni, cartoni, cassette, contenitori riutilizzabili e pallet. L’etichetta deve essere configurata in base al supporto sul quale viene applicata, alle condizioni del magazzino e al sistema di lettura utilizzato dagli operatori.
Per queste applicazioni possiamo integrare codici a barre, numerazioni progressive e dati logistici destinati alla gestione del magazzino. Nei progetti che richiedono identificazione automatica senza contatto visivo diretto può essere valutato anche l’impiego di etichette RFID, verificandone la compatibilità con imballaggi, liquidi, metalli e sistemi di lettura.
Un normale tag RFID svolge una funzione identificativa e non misura automaticamente la temperatura. L’eventuale monitoraggio termico richiede dispositivi sensorizzati specifici.
Tecniche e caratteristiche dell’etichetta: materiali, adesivi e stampa
Carte protette e film sintetici
La scelta del supporto frontale dipende dall’esposizione a umidità, sfregamento, condensa e deformazioni della confezione.
Le carte possono essere valutate per applicazioni nelle quali il contatto con acqua e umidità è limitato o controllato. Quando il ciclo logistico è più severo, utilizziamo carte protette oppure materiali sintetici come PP e PET, selezionati in funzione della resistenza richiesta e della tecnologia di stampa.
I film sintetici possono risultare indicati quando l’etichetta deve mantenere una maggiore stabilità in presenza di:
- condensa;
- umidità prolungata;
- sfregamento;
- possibili strappi;
- superfici curve o deformabili;
- passaggi ripetuti tra temperature differenti.
Adesivi selezionati in base alla temperatura e alla superficie
La stabilità dell’etichetta dipende dalla compatibilità dell’adesivo con la superficie e dalle condizioni presenti nel momento dell’applicazione.
Cartone, vetro, metallo, PET, PE e PP presentano proprietà superficiali differenti. Anche rugosità, polvere, grassi, umidità e residui di lavorazione possono ridurre il contatto tra adesivo e confezione.
Per questo motivo valutiamo adesivi specifici per basse temperature, comprese formulazioni acriliche o hot melt, senza considerare una tecnologia universalmente adatta a ogni processo. La scelta viene effettuata in base a:
- tack iniziale richiesto;
- materiale della confezione;
- temperatura di applicazione;
- temperatura di esercizio;
- durata dello stoccaggio;
- presenza di condensa, brina o umidità;
- necessità di adesione permanente o rimovibile.
Temperatura di applicazione e temperatura di esercizio
La temperatura minima di applicazione indica la temperatura più bassa alla quale il materiale può essere applicato secondo le condizioni previste dalla relativa scheda tecnica.
La temperatura di esercizio indica invece l’intervallo termico al quale può essere esposta un’etichetta già applicata e correttamente stabilizzata sulla superficie.
I due valori non sono equivalenti. Un’etichetta può essere adatta allo stoccaggio in freezer dopo essere stata applicata a temperatura ambiente, ma non necessariamente essere idonea all’applicazione diretta su una confezione già congelata.
Prima della produzione definitiva consigliamo quindi di verificare il materiale sulla confezione reale, riproducendo temperatura, umidità e tempi effettivi del processo.
Stampa termica e protezione dei dati variabili
Quando lotto, data o barcode vengono stampati internamente, è necessario verificare la compatibilità tra materiale dell’etichetta, stampante e ribbon.
La stampa termica diretta può essere valutata per applicazioni con durata e condizioni compatibili con le caratteristiche del materiale termosensibile. Il trasferimento termico permette invece di scegliere tra ribbon in cera, cera-resina o resina in funzione del supporto e della resistenza richiesta.
Per i processi nei quali il dato deve affrontare umidità, sfregamento o manipolazioni frequenti, la combinazione tra frontale e ribbon deve essere testata per verificare contrasto, adesione dell’immagine e leggibilità del codice.
Configurazione della bobina per applicazione automatica
Ogni etichetta viene progettata considerando anche il sistema con cui sarà applicata. Per le linee automatiche configuriamo parametri come:
- diametro dell’anima;
- diametro esterno della bobina;
- senso di avvolgimento;
- orientamento dell’etichetta;
- distanza tra le etichette;
- materiale del liner;
- compatibilità con stampante o applicatore.
Questi elementi contribuiscono alla corretta dispensazione dell’etichetta e alla continuità del processo di confezionamento.
Guida alla scelta dell’etichetta in base all’applicazione
Le seguenti configurazioni rappresentano indicazioni orientative di partenza. Ogni progetto deve essere verificato in base al packaging, alla temperatura di applicazione, alle condizioni di stoccaggio e al sistema di stampa utilizzato.
| Applicazione | Variabile critica | Soluzione tecnica orientativa |
|---|---|---|
| Prodotti freschi in vaschetta | Condensa e superfici plastiche | Carta termica protetta o film sintetico con adesivo selezionato per il materiale della vaschetta |
| Alimenti surgelati | Temperatura di applicazione e stoccaggio sottozero | Materiale resistente all’umidità con adesivo specifico per basse temperature |
| Confezioni già fredde o congelate | Tack iniziale su superficie fredda ed eventuale brina | Costruzione adesiva da validare direttamente sulla confezione reale |
| Cartoni per celle frigorifere | Rugosità, umidità e possibili sbalzi termici | Frontale cartaceo protetto o sintetico con adesivo ad alta presa |
| Cassette e contenitori riutilizzabili | Superficie plastica e cicli ripetuti di movimentazione | Film sintetico con adesivo permanente o removibile in base al processo |
| Colli e pallet refrigerati | Leggibilità del barcode durante movimentazione e stoccaggio | Etichetta logistica con stampa ad alto contrasto e dimensioni coerenti con il sistema di scansione |
| Prodotti soggetti a condensa | Acqua sulla superficie e deterioramento della stampa | Film sintetico o carta protetta con stampa e finitura resistenti all’umidità |
| Contenitori di piccolo diametro | Forza di ritorno del materiale e sollevamento dei bordi | Supporto conformabile e adesivo selezionato in base alla curvatura |
Il nostro metodo: come sviluppiamo un’etichetta per la catena del freddo
Il nostro processo B2B considera congiuntamente packaging, condizioni termiche, dati da stampare e sistema di applicazione.
1. Analisi del ciclo termico → 2. Scelta dei materiali → 3. Prova sulla confezione → 4. Produzione in bobina
- Analisi del ciclo termico: raccogliamo informazioni sulla temperatura della confezione nel momento dell’applicazione, sulle condizioni di stoccaggio e sugli eventuali passaggi tra ambienti differenti.
- Scelta di materiale e adesivo: selezioniamo il supporto frontale e il sistema adesivo in base alla superficie, all’umidità, alla durata e alla resistenza richiesta.
- Prova sulla confezione: consigliamo una verifica sul packaging reale per controllare tack iniziale, adesione dei bordi, stabilità del materiale e leggibilità della stampa dopo l’esposizione al freddo.
- Produzione in bobina: configuriamo formato, anima, diametro, avvolgimento e orientamento in funzione dell’applicazione manuale o automatica.
Quando il progetto comprende la sovrastampa di dati variabili, la valutazione può includere anche la compatibilità tra etichetta, stampante termica e ribbon.
I vantaggi di scegliere Finlogic Group come partner B2B
Scegliere Finlogic Group significa affidarsi a un produttore diretto in grado di supportare aziende alimentari, logistiche, industriali e farmaceutiche nella configurazione dell’intero sistema di identificazione.
- Produzione personalizzata: realizziamo etichette neutre o stampate in bobina, configurate in base al prodotto e alla linea di applicazione.
- Selezione tecnica dei materiali: supportiamo il cliente nella scelta di frontale, adesivo e finitura in funzione di temperatura, superficie e condizioni operative.
- Tecnologie di stampa integrate: possiamo combinare la produzione delle etichette con stampanti termiche, ribbon e sistemi per la gestione dei dati variabili.
- Supporto alla tracciabilità: sviluppiamo soluzioni che possono integrare lotto, scadenza, barcode, numerazioni e identificativi logistici.
- Configurazione per l’automazione: predisponiamo bobine e supporti coerenti con stampanti, applicatori e sistemi Print & Apply.
- Competenze di Gruppo: grazie anche al know-how delle consociate, possiamo affiancare le aziende nella valutazione della soluzione più coerente con l’applicazione e il processo produttivo.
Configura il tuo progetto e richiedi un preventivo personalizzato
Per ricevere un preventivo accurato per le tue etichette adesive per basse temperature, sviluppato sulle condizioni reali di utilizzo, ti invitiamo a indicare nel modulo di contatto i principali dettagli tecnici.
- Prodotto e ciclo termico: tipologia di prodotto, temperatura della confezione al momento dell’applicazione, temperatura minima e massima di stoccaggio e durata prevista.
- Packaging e condizioni superficiali: materiale, forma e dimensioni della confezione, presenza di umidità, condensa, brina, grassi o altre sostanze.
- Volumi e applicazione: quantità richieste, numero di referenze, dimensioni dell’etichetta e applicazione manuale o automatica.
- Stampa e tracciabilità: contenuti fissi, dati variabili, lotto, scadenza, tipologia di barcode, stampante e ribbon eventualmente già utilizzati.
- Configurazione della bobina: diametro dell’anima, diametro massimo, senso di avvolgimento e modello dell’applicatore o della stampante.
FAQ - Domande Frequenti
Sì. Finlogic Group produce etichette neutre e stampate in bobina per prodotti refrigerati, surgelati e processi logistici a temperatura controllata. Materiale frontale, adesivo e configurazione della bobina vengono definiti in base alla confezione, al ciclo termico e al sistema di applicazione.
La temperatura di applicazione è quella presente nel momento in cui l'etichetta viene posata sulla confezione. La temperatura di esercizio indica invece l'intervallo termico che l'etichetta già applicata può affrontare. I due valori non sono equivalenti e devono essere verificati prima di selezionare l'adesivo.
Può essere possibile utilizzando una costruzione adesiva specifica, ma la soluzione deve essere verificata direttamente sulla confezione reale. Temperatura, brina, umidità, materiale del packaging e pressione di applicazione possono modificare il comportamento dell'adesivo.
La scelta dipende dalle condizioni di utilizzo. Una carta protetta può essere valutata in ambienti controllati, mentre materiali sintetici come PP o PET possono risultare più indicati in presenza di condensa, acqua, sfregamento o manipolazioni frequenti.
Non automaticamente. La resistenza al freddo e quella all'umidità sono caratteristiche differenti. È necessario verificare congiuntamente il materiale frontale, l'adesivo, la tecnologia di stampa e le condizioni nelle quali si forma la condensa.
Sì. Le etichette possono essere predisposte per la sovrastampa con stampanti termiche. La scelta tra termico diretto e trasferimento termico dipende dalla durata richiesta, dal supporto utilizzato e dall'esposizione a umidità, sfregamento e altri agenti esterni.
Il codice deve essere controllato dopo aver sottoposto l'etichetta alle condizioni previste dal processo. Devono essere verificati contrasto, dimensioni, qualità di stampa, condensa, abrasione e compatibilità tra materiale e ribbon. Per le applicazioni più critiche può essere utilizzato un verificatore barcode.
Le etichette RFID possono essere valutate per l'identificazione automatica di prodotti, colli e pallet. La configurazione deve considerare il materiale del packaging, la presenza di liquidi o metalli, la posizione dell'inlay e le condizioni termiche. Un normale tag RFID non misura automaticamente la temperatura.
Certamente. Il test sul packaging reale è raccomandato quando l'applicazione coinvolge basse temperature, condensa, brina, superfici difficili o sistemi automatici. Permette di verificare adesione, stabilità dei bordi, integrità del materiale e leggibilità della stampa.
Per elaborare una valutazione accurata servono: materiale e forma della confezione, temperatura al momento dell'applicazione, intervallo termico di stoccaggio, presenza di condensa o brina, dimensioni e quantità delle etichette, dati da stampare, sistema di applicazione e configurazione della bobina.
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